Smarrirsi nel bambù del Labirinto della Masone

Un giro in moto approfittando di una bella stagione ormai consolidata. E allora approfittiamone per una gita lunga, culturale e che può portarci a riflettere, magari all’interno di uno dei labirinti più belli al mondo. Quale? Il Labirinto della Masone, vicino Parma. È un parco culturale unico nel suo genere, concepito dall’editore, bibliofilo, designer e collezionista Franco Maria Ricci, inaugurato nel maggio 2015.
Il Labirinto della Masone è un parco culturale costruito nei pressi di Fontanellato, in provincia di Parma. Si estende per sette ettari e comprende un labirinto costituito da bambù di specie diverse (il più grande al mondo di questo genere) e spazi che ospitano la collezione d’arte di Franco Maria Ricci e la sua casa editrice, mostre temporanee, conferenze e presentazioni, concerti, un ristorante, una caffetteria e una gastronomia. Nei primi anni Duemila, dopo aver annunciato il progetto affidandolo alle pagine della sua rivista FMR, l’editore Franco Maria Ricci dà seguito all’idea di realizzare un luogo che racconti il suo lavoro e la sua visione, che lo rappresenti e gli sopravviva. “Ci saranno rovine e bambù”, anticipa ai lettori, “all’ombra dei quali nasceranno un grande labirinto, una biblioteca e tante altre cose superflue”.
Si tratta dunque di un luogo multiforme: è un laboratorio editoriale, è un museo che ospita centinaia di opere d’arte datate dal Rinascimento al Novecento e spazi per mostre temporanee eclettiche e sorprendenti, come anche spazi per feste ed eventi. Il tutto circondato da uno straordinario labirinto di bambù: era il 1977 quando Ricci promise all’amico e collaboratore Jorge Luis Borges, scrittore argentino che più di chiunque altro seppe cogliere e raccontare l’essenza del segno labirintico, che un giorno avrebbe costruito il dedalo più grande del mondo proprio in quei campi in cui i due erano soliti passeggiare.
A conferire un principio di concretezza a quelle parole, rimaste a lungo una silenziosa utopia, fu l’incontro, avvenuto negli anni Novanta, con il giovane studente torinese di architettura Davide Dutto, che propose all’editore un progetto affascinante, accettato con entusiasmo. L’idea consisteva nel ricostruire tramite software ai tempi innovativi la mitica Isola di Citera e le sue architetture, così come erano state descritte nel più prezioso fra i libri a stampa, l’Hypnerotomachia Poliphili. Le immagini così ottenute ricordarono a Ricci il labirinto, e l’intenzione di costruirne uno; domandò dunque l’aiuto di Dutto e insieme iniziarono a sviluppare i primi progetti del grande parco.
Il dedalo di Franco Maria Ricci si può considerare un compendio di tutte le diverse configurazioni che i labirinti hanno assunto nel corso della loro storia millenaria.
Il percorso che muove verso il centro è tipico dei labirinti classici, di cui quello cretese a sette spire è l’esempio più noto, mentre la pianta quadrata dell’area percorribile rimanda ai labirinti romani. Il perimetro è a forma di stella, la Forma Urbis delle città rinascimentali che compare per la prima volta nel Trattato di Architettura del Filarete.
La forma a stella fu adottata da Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta, dalla Repubblica Veneta a Palmanova in Friuli e dal Vauban nelle sue architetture militari. È guardando a questa tradizione che Ricci immagina la sua “cittadella”, il suo personale borgo della cultura con la sua piazza e la sua chiesa, protetto dalle impenetrabili mura di bambù. All’interno del parco, bivi e vicoli ciechi disorientano il visitatore, chiamato a scegliere la via giusta da percorrere: come accadeva nei giardini-labirinto del Rinascimento, anche nel Labirinto della Masone si è invitati a provare il piacere di smarrirsi tra la vegetazione.
L’uscita, il cuore del labirinto, coincide con la Piramide, una piccola cappella che evoca con la sua presenza l’antico legame tra Labirinto e Fede. Il Labirinto della Masone è il più grande esistente composto interamente di piante di bambù: in totale sono circa trecentomila, appartenenti a diverse specie, alte tra i 3 e i 15 metri. Suggestive gallerie vegetali incorniciano i corridoi del labirinto, offrendo ai visitatori riparo e la sensazione di trovarsi immersi in una dimensione sospesa. Bambù dal fusto maculato, striato o di tinte inusuali rivelano scorci sorprendenti anche grazie alle diverse dimensioni raggiunte dalle varie tipologie.
Interrogato sulle ragioni di una scelta così inusuale per la realizzazione di un labirinto vegetale, Ricci raccontava di come l’amore per questa pianta fosse nato quando un giardiniere giapponese gli suggerì di arricchire il giardino della sua dimora milanese con un boschetto di bambù.
Entusiasta del risultato, Ricci decise di ripetere l’esperimento e di piantare un giardino analogo sulle terre che circondavano la sua casa di campagna, a Fontanellato in provincia di Parma. A differenza del bosso, pianta tradizionalmente impiegata nella realizzazione di giardini- labirinto, il bambù (appartenente alla famiglia delle graminacee) cresce e si propaga ad una velocità sorprendente. In più non si ammala, non perde le foglie e a causa della sua impaziente crescita assorbe grandi quantità di anidride carbonica, lasciando a noi l’ossigeno.
Le architetture del Labirinto si integrano armoniosamente con il paesaggio circostante e sono ispirate alle utopie neoclassiche di Boullée, Lequeu, Ledoux e Antolini. Un repertorio di forme sospese, perché mai realizzate, ma che continua proprio per questo a proporsi come modello di un’architettura nuova, erede consapevole di un lungo passato.
Gli edifici del Labirinto della Masone sono stati progettati da Pier Carlo Bontempi, architetto di Parma noto e attivo su un piano internazionale che con Franco Maria Ricci condivide l’amore per le forme classiche, per una tradizione italiana ed europea fatta di opere concluse ma anche di visioni e fantasie rimaste sospese e come in attesa. Sia pure in tono minore, Bontempi ha concepito le architetture del complesso avendo presenti le utopie dei grandi architetti del periodo della Rivoluzione Francese: Boullée, Ledoux, Lequeu e l’italiano Antolini, autore di un visionario progetto del Foro Bonaparte a Milano (mai eseguito ma giunto sino a noi sotto forma di un volume di Bodoni). Tutti gli edifici sono realizzati in mattoni a mano, materiale da costruzione tipico del territorio padano, in modo da creare armonia tra le strutture architettoniche e il paesaggio circostante.

COME ARRIVARE
Il Labirinto della Masone si trova presso Strada Masone a Fontanellato (Parma), a meno di 10 minuti da Fidenza (Parma) e 15 minuti da Parma. È aperto dal 1° aprile al 31 ottobre: dalle 10.30 alle 19.00 (tranne martedì). Dal 1° Novembre al 31 Marzo: dalle 9.30 alle 18.00 (tranne martedì). Info +39 0521 827081

ORARI E APERTURE
Il Labirinto della Masone è aperto tutti i giorni, inclusi i festivi, tranne il martedì. È chiuso durante le festività del 25 dicembre e del 1° gennaio. La visita non ha limite di tempo, ma è bene prevedere almeno un’ora e mezza per vedere il labirinto di bambù, le gallerie e le mostre temporanee. L’area della Corte d’Ingresso, dove si trovano il Bookshop e la biglietteria del Labirinto insieme al ristorante Il Labirinto by 12 Monaci, il Bistrò e lo Shop, è ad accesso pubblico. Il resto del complesso è soggetto al biglietto giornaliero.
Nei giorni festivi e nel fine settimana la prenotazione del proprio ingresso, tramite acquisto online, garantisce l’ingresso all’orario desiderato. L’acquisto in loco dei biglietti rimane possibile limitatamente alla disponibilità di turni di accesso, la struttura si riserva la possibilità di chiudere gli ingressi una volta raggiunto il numero massimo. I biglietti del Labirinto della Masone sono giornalieri e consentono di entrare e uscire più volte nel giorno di validità, durante l’orario di apertura.

AREE RELAX
Dal connubio tra una ventennale esperienza e uno spirito vivace, con gran voglia di sperimentare strade insolite, nasce Il Labirinto by 12 Monaci.
Gli ospiti scopriranno una cucina che coniuga l’imprescindibile suggestione del pranzo domenicale con tecniche innovative di cottura e conservazione, o potranno affidarsi al Bistrò per pause veloci senza rinunciare alla qualità dei prodotti territorio. A completare l’offerta, uno Shop di specialità di nicchia, accuratamente selezionate.
Situato negli spazi della Corte d’Ingresso, EPHEMERA – Il bel bazar è il nuovo store multimarca del Labirinto della Masone che riunisce una selezione curata di prodotti tra home décor, beauty, raffinate fragranze e un occhio di riguardo verso le realtà hand-made.
Tra i marchi in vendita Lisa Corti, Ortigia, Laboratorio Paravicini, Comfort Zone, Bambù Artisanat: i visitatori sono invitati a smarrirsi in un vivace crocevia di suggestioni, in cui lo stile Made in Italy si incontra con ispirazioni e tecniche artigianali provenienti dal mondo intero, per un’esperienza di shopping unica all’insegna dell’eccellenza e della bellezza.

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